Ribolla Gialla
Giallo paglierino con riflessi verdognoli, sentori minerali, con note di fiori bianchi e agrumi. Al palato si ripropongono i profumi percepiti al naso con una bella presenza di note citrine tipiche della varietà. Pressatura soffice delle uve, pulizia dei mosti tramite decantazione statica a freddo. Fermentazione alcolica a temperatura controllata in serbatoi di acciaio inox. Affinamento parte in barrique e parte in botti di rovere da 1.000 litri. Permanenza sulle fecce nobili per 15 mesi. Si abbina egregiamente ad antipasti di pesce, vellutate e risotti.
Profilo organolettico
- Intensità gusto-olfattiva4
- Sapidità4
- Acidità e freschezza5
- Persistenza4
- Alcolicità3
- Morbidezza4
Come si legge

Intensità gusto-olfattivaCalendula
La potenza e la nitidezza dei profumi: quanto il vino parla al naso.

SapiditàSale
La nota salata e minerale che rende il vino saporito e dinamico.

Acidità e freschezzaMela
La freschezza che «pulisce» il palato: più acidità, più il sorso è vivo.

PersistenzaCronometro
Quanto a lungo i sapori restano dopo il sorso: la lunghezza in bocca.

AlcolicitàWhiskey
Il calore e la struttura dell'alcol: più è alto, più il vino è caldo e corposo.

MorbidezzaCioccolata calda
La rotondità avvolgente al palato, senza spigoli — morbida come una cioccolata calda.
La storia
La Ponca sorge sulle colline del comune di Scriò, ai confini nordoccidentali del Collio, e da lì si affaccia su filari terrazzati e boschi di latifoglie, circondata a nord dal profilo azzurro delle Alpi Giulie e a sud da una lama d’argento: il mare. In questo luogo di confine, privilegiato da condizioni pedoclimatiche uniche, l’imprenditore e sognatore Alex Maccan ha individuato la perfetta opportunità per dare vita al suo ambizioso progetto enologico: 45 ettari tra boschi, vigneti e seminativi per contribuire a far riconoscere il Collio in Italia e nel mondo come un territorio altamente vocato per la produzione di vini bianchi di pregio. La tenuta si sviluppa infatti su una superficie di 45 ettari, di cui 12 sono coltivati a vigneto, mentre i restanti sono coperti da boschi e prati, uno scrigno di biodiversità davvero unica e che svolge l'importante funzione di preservare la bellezza naturale di territorio incontaminato. I vigneti de La Ponca si estendono su 6 appezzamenti, da nord a sud intorno alla località Scriò; pur presentando al loro interno diversi microclimi per caratteristiche del terreno, altitudine, esposizione dei versanti, godono tutti di una ventilazione a regime di brezza che impedisce la stagnazione di aria e umidità, evitando lo sviluppo di muffe. Questi vigneti inoltre risentono molto del cambiamento di stagione e dell’escursione termica giornaliera, che permette alle uve di conservare una buona acidità fissa, con successiva produzione ed arricchimento di freschezza e di profumi.
Il produttore
La Ponca
Un racconto enoico che ha dimora nel vertice dlla qualità del Collio. La Ponca, un gioiello incastonato nel cuore del suggestivo Collio, emerge con maestosità sulle colline di Scrió, ai confini nordoccidentali di questa straordinaria regione vitivinicola. Il suo nome, un omaggio al terroir distintivo di questa zona, evoca l'attaccamento reverenziale verso la creazione naturale e la volontà di interferire con essa il meno possibile. La fondazione di La Ponca è guidata dalla nobiltà dell'obiettivo di preservare e magnificare la ricchezza enologica del Collio. La cantina si distingue per una filosofia improntata sull'artigianalità, il rispetto incondizionato per la natura e la produzione di vini biologici di altissima qualità, rappresentando un'autentica espressione di un'antica tradizione vitivinicola che abbraccia l'artigianalità, la passione e la dedizione al territorio.
Sui 12 ettari vitati vengono coltivati sei vitigni, ciascuno dedicato ad un vino: Ribolla Gialla, Malvasia, Friulano, Sauvignon, Chardonnay e Schioppettino. Rese per ettaro basse e filari terrazzati caratterizzano i vigneti de La Ponca, gestiti interamente a mano, dall’impianto della barbatella alla vendemmia. “Il lavoro che svolgiamo in vigna e in cantina – spiega l’enologo Giovanni Ruzzene - è quello di mettere la vite nelle condizioni di dare la miglior espressione che il Collio può offrire. Ed è sempre una felice scoperta vedere come in quest’area la vite, nella sua semplicità, compie naturalmente un’opera straordinaria, riuscendo a tradurre nel bicchiere la ricchezza del sottosuolo, il calore del sole a cui sono esposti i vigneti e la forza del vento che proviene dalle montagne limitrofe. A noi non resta che lavorare questi frutti con rispetto e sapienza, al fine di preservarne tutte le caratteristiche. Il risultato sono dei vini inconfondibili, per intensità e carattere. Niente meglio di essi può raccontare questi luoghi.”