Marcuzzi Officina Viticola

Cabernet Franc Doc Collio Riserva Biologico

Rosso scuro impenetrabile. Al naso si percepisce frutta rossa matura e spezia balsamica. In bocca è intenso e persistente, molto concentrato.

Il produttore

Marcuzzi Officina Viticola

La carezza del buccia per imprimere il Collio. Scopri questa intima azienda vitivinicola di San Floriano del Collio.

...La cantina sorge sull’apice di una piccola collina di circa 5 ettari a San Floriano del Collio, denominata con il toponimo sloveno “Çujevi”, significante ceppaia. A nord troviamo il confine con la Slovenia, provato dall’esistenza dei vecchi cartelli militari, giallo e rosso, indicanti i metri residui dal confine, nonché dai cippi di confine posti a partire dagli anni ‘50. Dai rimanenti lati scende il pendio vitato tramite terrazzamenti ed un più vetusto ritocchino. Le qualità coltivate ad est sono Friulano, Malvasia e Pinot Bianco; a sud-est Pinot Grigio; a sud-ovest ed ovest rispettivamente Cabernet Franc, Ribolla Gialla e Sauvignon. Proprio l’etichetta vuole rappresentare le diverse particelle vitate, raccolte in vitigni, e tutte caratterizzate da pendii tramite curve di livello in rilievo. La stilizzazione della collina è orientata verso Nord, come ci suggerisce il simbolo in basso a destra. La linea rossa è indicante il confine che, pur essendo di notevole importanza storica, si è voluto tratteggiarla per indicare il fatto che vi sia una mera divisione geografica artificiale di un Collio/Brda che da sempre è unito geologicamente, ambientalmente e morfologicamente. Il mio obbiettivo è la creazione di “Vini Vivi”, che mutino ed evolvano nel tempo e che cambino di annata in annata secondo ciò che la natura offre. Per fare ciò, si cerca di estrapolare dall’uva quante più caratteristiche territoriali possibili, pur nel rispetto delle particolarità del vitigno. Attuo quindi, per tutti i mosti, un leggero contatto con le bucce che può durare da qualche ora a qualche giorno. A seconda del tempo di macerazione, essa può avvenire direttamente in pressa a grappolo intero, ovvero, se il tempo supera una notte, viene diraspata e posta nei tini da fermentazione. Nell’ultimo caso la fermentazione è spontanea con lieviti indigeni. In alcuni vini, per esaltare l’eleganza, si lavora tramite criomacerazione, ad una temperatura inferiore i 12 gradi, con il solo ausilio delle tasche di raffreddamento ad acqua poste nei serbatoi inox, in altri vini si accompagna l’inizio della fermentazione con all’interno le bucce, a temperatura controllata, per estrarre tannini e peculiarità più spiccate. A livello enologico, il grande ausilio professionale mi viene offerto dall’enologa Erika Barbieri ed Alberto Faggiani che hanno seguito la nascita del mio percorso in modo serio ed accurato, scegliendo di anno in anno la tecnica adeguata al raggiungimento del risultato finale.

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